La scena con il sipario rosso e il grande ritratto di una ragazza

La Muta

ovvero «L'omicidio nell'epoca della sua riproducibilità tecnica», da Tommaso Landolfi

Un valzer dinoccolato di inseguimenti.

I grandi classiciRepertorio

Come si può andare oltre la spettacolarizzazione dell'omicidio di cui ogni giorno la televisione e la carta stampata ci danno prova? Togliamo ogni connotazione geografica, temporale, e concentriamoci sul rapporto tra vittima e carnefice.

Prendiamo un music hall d'oltretomba, mischiamo alto e basso, la parola ricercata di Tommaso Landolfi e la farsa più bassa, concentriamoci su quei punti dove i due mondi entrano in contatto, cerchiamo la leggerezza e speriamo di incontrare la poesia.

Lo spettacolo è il tentativo di un condannato a morte di riportare in vita il proprio amore, di inseguire nel ricordo quella ragazzina che per pochi attimi è stata sua, e di comprendere il come e il perché, perché comprendere è l'unico modo possibile per ridurre l'angoscia per la morte che lo attende.

La Muta è un valzer dinoccolato di inseguimenti, un nascondino impossibile che inganna con il sorriso per vendere il proprio pianto.

La Muta
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Un uomo in frac e una giovane donna in abito bianco davanti a un grande volto proiettato, foto 8 di 8
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