
Sulla pelle
di Massimiliano Cividati
Un'indagine bizzarra e poetica sul nostro organo più esteso.
Teatro fisico e nuova drammaturgiaRepertorio
«È strano pensare che la parte di te che conosco meglio sia già morta!»
La pelle, con i suoi due metri quadrati, è l'organo più esteso del nostro corpo ed è metaforicamente e fisiologicamente la parte di noi che ci definisce, il confine tra il nostro io e il mondo esterno. In essa vive il paradosso di essere sia ciò che ci protegge sia ciò che ci svela, la più sottile barriera tra interiorità ed esteriorità.
Partendo da una sua definizione scientifica, la pelle diventa il luogo della metafora per parlare del nostro oggi.
Al centro dello spettacolo i colori della pelle, i tatuaggi, le ferite e le cicatrici: si parlerà dello sfiorarsi, del caldo e del freddo, del dolore e del piacere, di peli, insomma di quel guscio già morto che quotidianamente strofiniamo contro il mondo.




























