Vladimiro ed Estragone con la bombetta, in bianco e nero

Aspettando Godot

di Samuel Beckett

V. ed E. attendono… e noi con loro.

I grandi classiciRepertorio

Aspettando Godot, perché Beckett ha la straordinaria capacità di creare spazi vuoti, contenitori ideali, perfetti: la grandezza del contenitore sta nella sua capacità di farti dimenticare i limiti, di creare l'illusione della libertà. Essere in gabbia credendosi liberi: quale migliore immagine del nostro tempo?

Abbiamo preso Vladimiro ed Estragone, Pozzo e Lucky, e li abbiamo considerati come due unità, due corpi: il primo in attesa, il secondo in transito; il primo apparentemente immobile, il secondo in progressivo disfacimento. Li abbiamo messi in un cimitero. Abbiamo rubato loro una piccola certezza: aspettare è terribile, farlo da soli è peggio.

Il nostro cimitero sta ai margini della città. Di solito si fanno due passi e si torna a casa; ma se troviamo il cancello chiuso, non ci resta che accomodarci alla bell'e meglio su di una lapide e… aspettare. Sperando che qualcuno si ricordi di noi, sperando che almeno il tempo passi in fretta.

Aspettando Godot
Aspettando Godot, foto 1 di 8
Aspettando Godot, foto 2 di 8
Aspettando Godot, foto 3 di 8
Aspettando Godot, foto 4 di 8
Aspettando Godot, foto 5 di 8
Aspettando Godot, foto 6 di 8
Aspettando Godot, foto 7 di 8
Tre musicisti in cilindro, violino e fisarmonica, davanti a un sipario rosso, foto 8 di 8

Rassegna stampa

«Una messa in scena densa di idee, che funzionano, e ci consegnano uno spettacolo in cui vengono esaltate le venature irriverenti, beffarde, ed anche divertenti.»

Claudio Facchinelli · 7 febbraio 2004

«La loro musica interagisce e guida con felice effetto spettacolare le azioni mimiche dei due vagabondi, in un contrappunto drammaturgico di grande godimento.»

Claudio Facchinelli · sul Rhapsódija Trio
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